Venezia, Teatro La Fenice – Veronica Simeoni in recital

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di Mario Merigo – connessiallopera.it

Tra i mezzosoprani più interessanti dell’ultimo decennio figura senz’altro Veronica Simeoni. Nata a Roma, si è in seguito trasferita ad Adria per studiare canto con Danilo Rigosa e al conservatorio con Luisa Giannini. Decisivo poi l’incontro con Raina Kabaivanska, grazie alla quale ha approfondito la tecnica vocale, ricercando un accurato equilibrio tra fiato, appoggio, immascheramento dei suoni e interpretazione musicale. Un percorso non facile e impegnativo durato quattro anni e durante il quale ha acquisito la sicurezza di affrontare il pubblico con adeguata consapevolezza. Se il repertorio è alquanto vario (a Busseto è stata anche premiata ben due volte come voce verdiana), indubbiamente nella musica francese la Simeoni offre il meglio di sé. Ci riferiamo sia all’ambito cameristico e sia a quello operistico. Se n’è avuta una riprova anche l’altra sera alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice nel raffinato concerto che la cantante romana ha tenuto con il pregevole apporto del pianista Michele D’Elia.

 

L’estensione vocale della Simeoni è quella tipica del mezzosoprano lirico o centrale ed è chiaro che ne Les nuits d’été di Hector Berlioz si muova con assoluta disinvoltura. In questo ciclo di canzoni, su poesie di Théophile Gautier che celebrano l’amore e il risveglio primaverile, non senza il rimpianto per ciò che è irrimediabilmente perduto, la nostra cantante dimostra la capacità di cogliere il carattere intimo di queste pagine e la vibratile duttilità di ogni più piccola nuance espressiva. Il timbro caldo e pieno impreziosisce i momenti di maggior pathos mentre l’abilità nello sfumare i suoni e nel legare le frasi cantabili arricchisce ulteriormente l’apprezzabile lettura della Simeoni.

 

Nella seconda parte della serata, brani più appassionati di Berlioz, come “D’amour l’ardente flamme” da La damnation de Faust o “Ah! Ah! Je vais mourir… Adieu, fiére cité” da Les Troyens, hanno dato modo alla sensibile interprete di trovare accenti più intensi e drammatici, facendo presagire nuovi possibili debutti, dalla principessa di Buillon, dall’Adriana Lecouvreur di Cilea a Dalila da Samson et Dalila di Saint-Saëns. La celebre aria di quest’ultima opera, “Mon cœur s’ouvre à ta voix”, è stata eseguita alle Apollinee con convincente forza seduttiva. Alla voce della Simeoni si è unita quella del tenore Roberto Aronica, compagno della cantante e presente in sala, che come Sansone ha intonato naturalmente le parole “Dalila! Je t’aime!”.

 

Successo caloroso e tra gli applausi anche quello della Kabaivanska che non è mai mancata agli appuntamenti veneziani della sua più celebre allieva, la quale indossava per il concerto un elegante abito azzurro, con strascico, dello stesso colore dei capelli in un azzardo che si può simpaticamente permettere.

 

Segnaliamo ancora che Michele D’Elia ha suonato la “Meditation” dalla Thaïs di Massenet confermando il suo gusto privilegiato per l’Ottocento francese, mentre la Simeoni ha proposto anche “D’ici je vois la mer… Ô temple magnifiche” da L’Africaine di Meyerbeer. Proposta di recente alla Fenice, L’Africaine ha visto proprio la Simeoni nel ruolo di Sélika a fianco del tenore Gregory Kunde, tra i colleghi che il giovane mezzosoprano apprezza di più e con il quale ha cantato più spesso.

 

Gran Teatro La Fenice – Sale Apollinee

VERONICA SIMEONI IN RECITAL

 

H. Berlioz: Les nuits d’été op. 7

 

H. Berlioz: La damnation de Faust – D’amour l’ardente flamme

H. Berlioz: Les Troyens – Ah! Ah! Je vais mourir… Adieu, fière cité

J. Massenet: Thaïs – Meditation

G. Meyerbeer: L’Africaine – D’ici je vois la mer… Ô temple magnifique

 

Bis

C. Saint-Saëns: Samson et Dalila – Mon coeur s’ouvre à ta voix

 

Veronica Simeoni mezzosoprano

Michele D’Elia pianoforte

Venezia, 3 settembre 2016

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