Che nulla manchi

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Chi, però, finisce per colpire di più è l’interprete subentrata in corsa per sostituire Sonia Ganassi (colpita da un grave lutto) e sulla carta forse quella che sarebbe sembrata la meno avvezza al Trovatore. Veronica Simeoni si mostra in gran forma, non ha problemi a far correre la voce e ne sfrutta colore e dimensione lirica per ritrarre una giovane donna la cui vita è stata totalmente assorbita dal trauma della morte della madre, dell’omicidio involontario del figlio, dell’affetto morboso sviluppato per quel figlio adottivo su cui dovrebbe compiere la sua vendetta. È forte e fragile, allucinata, nervosa, estrema, senza mai uscire dal buon gusto e dall’adesione al testo di Verdi e Cammarano.

R. Pedrotti, apemusicale.it